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Gennaio 2010 »

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Questo è l’ultimo post che dedico alla mia folle bolla.

Ormai sono latitante da tempo.

Mesi senza inserire qualcosa;
solo testi, foto, video presi qua e la.

Se un giorno dovessi nuovamente sentire l’esigenza
di scrivere le mie emozioni, i miei pensieri,
le mie paure, i miei desideri,
quel giorno deciderò di aprire un altro blog,
sicuramente più anonimo di questo
che ormai non lo è quasi più.

Ringrazio le persone che conosco realmente
ma anche quelle “virtuali” che ho conosciuto qui.

Ringrazio chi ha voluto lasciare una traccia di se
scrivendo qualche commento,
ma anche chi è passato per caso
o di nascosto solo per curiosare un po’.

Grazie a tutti di cuore.

Vi  mando un forte abbraccio.

Giorgio

.


il jolly »

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Che ne sai che forse un Jolly
Qualche volta ride amaro e non ci sta
Che ne sai che pure un Jolly
Una sera abbia la luna che non va.

Vado via vado via
Questa sera non reggo all’allegria
Ha un cuore pure il Jolly amica mia.

Ecco qui, il Jolly è stanco
E non tiene banco e forse piangerà
Non sarà lo stesso Jolly
Che prendeva per i fondelli la realtà.

(il jolly – R.Z.)
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Che ne sai che forse un Jolly
Qualche volta ride amaro e non ci sta
Che ne sai che pure un Jolly
Una sera abbia la luna che non va.

Vado via vado via
Questa sera non reggo all’allegria
Ha un cuore pure il Jolly amica mia.

Ecco qui, il Jolly è stanco
E non tiene banco e forse piangerà
Non sarà lo stesso Jolly
Che prendeva per i fondelli la realtà.

(il jolly – R.Z.)
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Che ne sai che forse un Jolly
Qualche volta ride amaro e non ci sta
Che ne sai che pure un Jolly
Una sera abbia la luna che non va.

Vado via vado via
Questa sera non reggo all’allegria
Ha un cuore pure il Jolly amica mia.

Ecco qui, il Jolly è stanco
E non tiene banco e forse piangerà
Non sarà lo stesso Jolly
Che prendeva per i fondelli la realtà.

(il jolly – R.Z.)
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Che ne sai che forse un Jolly
Qualche volta ride amaro e non ci sta
Che ne sai che pure un Jolly
Una sera abbia la luna che non va.

Vado via vado via
Questa sera non reggo all’allegria
Ha un cuore pure il Jolly amica mia.

Ecco qui, il Jolly è stanco
E non tiene banco e forse piangerà
Non sarà lo stesso Jolly
Che prendeva per i fondelli la realtà.

(il jolly – R.Z.)
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Che ne sai che forse un Jolly
Qualche volta ride amaro e non ci sta
Che ne sai che pure un Jolly
Una sera abbia la luna che non va.

Vado via vado via
Questa sera non reggo all’allegria
Ha un cuore pure il Jolly amica mia.

Ecco qui, il Jolly è stanco
E non tiene banco e forse piangerà
Non sarà lo stesso Jolly
Che prendeva per i fondelli la realtà.

(il jolly – R.Z.)
.

Flash improvvisi »

.
pugnalata.

Quando ero piccolo ricordo che, per anni, ho avuto una paura particolare;
quella di essere accoltellato alla schiena.
Non ho mai dato un serio peso a questa cosa e non mi sono mai chiesto il perché o da quando avessi iniziato a temere tutto ciò.
All’età di 8 anni circa, un pomeriggio, ero a casa e stavo giocando con mio fratello e mia cugina, entrambi un po’ più grandi di me.
Non ricordo a chi venne l’idea ma iniziammo a fare un gioco-verità.
Ognuno di noi doveva raccontare agli altri due quale era la cosa che temeva di più.
Ricordo anche che facemmo il giuramento solenne, come quelli che si fanno tra bambini, di non raccontare MAI a nessuno e per nessun motivo quello che stavamo per rivelare di lì a poco.
Io, con un po’ di imbarazzo e di batticuore, ho raccontato la mia fobia accolta, ahimè,  da un po’ di sghignazzate.
Poco dopo, mentre eravamo tutti seduti a tavola per la cena, improvvisamente, ridendo e scherzando, mio fratello con la complicità di mia cugina hanno raccontato ai presenti la mia paura.
Ricordo come fosse ieri il mio stato d’animo, il mio senso di tradimento e di delusione che provavo.
Oggi, dopo quasi trent’anni, l’unica cosa che mi vien da dire è che, pur avendo solo 8 anni, avevo già capito che facevo bene a temere le pugnalate alle spalle.
E quelle che fanno più male, e hanno bisogno di maggior tempo per cicatrizzarsi, sono quelle che ti arrivano da persone vicine dalle quali ti aspetti ben altro…

.

Flash improvvisi »

.
pugnalata.

Quando ero piccolo ricordo che, per anni, ho avuto una paura particolare;
quella di essere accoltellato alla schiena.
Non ho mai dato un serio peso a questa cosa e non mi sono mai chiesto il perché o da quando avessi iniziato a temere tutto ciò.
All’età di 8 anni circa, un pomeriggio, ero a casa e stavo giocando con mio fratello e mia cugina, entrambi un po’ più grandi di me.
Non ricordo a chi venne l’idea ma iniziammo a fare un gioco-verità.
Ognuno di noi doveva raccontare agli altri due quale era la cosa che temeva di più.
Ricordo anche che facemmo il giuramento solenne, come quelli che si fanno tra bambini, di non raccontare MAI a nessuno e per nessun motivo quello che stavamo per rivelare di lì a poco.
Io, con un po’ di imbarazzo e di batticuore, ho raccontato la mia fobia accolta, ahimè,  da un po’ di sghignazzate.
Poco dopo, mentre eravamo tutti seduti a tavola per la cena, improvvisamente, ridendo e scherzando, mio fratello con la complicità di mia cugina hanno raccontato ai presenti la mia paura.
Ricordo come fosse ieri il mio stato d’animo, il mio senso di tradimento e di delusione che provavo.
Oggi, dopo quasi trent’anni, l’unica cosa che mi vien da dire è che, pur avendo solo 8 anni, avevo già capito che facevo bene a temere le pugnalate alle spalle.
E quelle che fanno più male, e hanno bisogno di maggior tempo per cicatrizzarsi, sono quelle che ti arrivano da persone vicine dalle quali ti aspetti ben altro…

.

Flash improvvisi »

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pugnalata.

Quando ero piccolo ricordo che, per anni, ho avuto una paura particolare;
quella di essere accoltellato alla schiena.
Non ho mai dato un serio peso a questa cosa e non mi sono mai chiesto il perché o da quando avessi iniziato a temere tutto ciò.
All’età di 8 anni circa, un pomeriggio, ero a casa e stavo giocando con mio fratello e mia cugina, entrambi un po’ più grandi di me.
Non ricordo a chi venne l’idea ma iniziammo a fare un gioco-verità.
Ognuno di noi doveva raccontare agli altri due quale era la cosa che temeva di più.
Ricordo anche che facemmo il giuramento solenne, come quelli che si fanno tra bambini, di non raccontare MAI a nessuno e per nessun motivo quello che stavamo per rivelare di lì a poco.
Io, con un po’ di imbarazzo e di batticuore, ho raccontato la mia fobia accolta, ahimè,  da un po’ di sghignazzate.
Poco dopo, mentre eravamo tutti seduti a tavola per la cena, improvvisamente, ridendo e scherzando, mio fratello con la complicità di mia cugina hanno raccontato ai presenti la mia paura.
Ricordo come fosse ieri il mio stato d’animo, il mio senso di tradimento e di delusione che provavo.
Oggi, dopo quasi trent’anni, l’unica cosa che mi vien da dire è che, pur avendo solo 8 anni, avevo già capito che facevo bene a temere le pugnalate alle spalle.
E quelle che fanno più male, e hanno bisogno di maggior tempo per cicatrizzarsi, sono quelle che ti arrivano da persone vicine dalle quali ti aspetti ben altro…

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Flash improvvisi »

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pugnalata.

Quando ero piccolo ricordo che, per anni, ho avuto una paura particolare;
quella di essere accoltellato alla schiena.
Non ho mai dato un serio peso a questa cosa e non mi sono mai chiesto il perché o da quando avessi iniziato a temere tutto ciò.
All’età di 8 anni circa, un pomeriggio, ero a casa e stavo giocando con mio fratello e mia cugina, entrambi un po’ più grandi di me.
Non ricordo a chi venne l’idea ma iniziammo a fare un gioco-verità.
Ognuno di noi doveva raccontare agli altri due quale era la cosa che temeva di più.
Ricordo anche che facemmo il giuramento solenne, come quelli che si fanno tra bambini, di non raccontare MAI a nessuno e per nessun motivo quello che stavamo per rivelare di lì a poco.
Io, con un po’ di imbarazzo e di batticuore, ho raccontato la mia fobia accolta, ahimè,  da un po’ di sghignazzate.
Poco dopo, mentre eravamo tutti seduti a tavola per la cena, improvvisamente, ridendo e scherzando, mio fratello con la complicità di mia cugina hanno raccontato ai presenti la mia paura.
Ricordo come fosse ieri il mio stato d’animo, il mio senso di tradimento e di delusione che provavo.
Oggi, dopo quasi trent’anni, l’unica cosa che mi vien da dire è che, pur avendo solo 8 anni, avevo già capito che facevo bene a temere le pugnalate alle spalle.
E quelle che fanno più male, e hanno bisogno di maggior tempo per cicatrizzarsi, sono quelle che ti arrivano da persone vicine dalle quali ti aspetti ben altro…

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